Quelli che vogliono essere scelti da tutti

Ci sono persone che ricevono amore come si riceve un volantino pubblicitario. Lo guardano, lo piegano, lo appoggiano da qualche parte e poi tornano a interessarsi a ciò che non possono avere. Sono individui affascinanti. Se li ami, si annoiano. Se li ignori, si incuriosiscono. Se li desideri, si allontanano. Se li dimentichi, improvvisamente si ricordano della tua esistenza. Più che una relazione, sembrano un esperimento scientifico particolarmente dispettoso.

Il loro problema è che non vogliono essere scelti. Vogliono essere scelti da tutti. Contemporaneamente. Possibilmente con lista d’attesa. Non importa che ci sia qualcuno disposto ad amarli. Non importa che qualcuno li trovi meravigliosi. La loro attenzione sarà sempre concentrata sull’unica persona che non sembra particolarmente impressionata dalla loro presenza. Come i gatti. Solo con più problemi emotivi.

Hanno una straordinaria capacità di ignorare nove complimenti e sviluppare un’ossessione per l’unica critica ricevuta negli ultimi sei mesi. Potresti metterli su un palco davanti a mille persone che applaudono. Loro cercherebbero quello seduto in ultima fila con le braccia incrociate e passerebbero la serata a chiedersi perché non gli piacciano.

La risposta più semplice sarebbe che non si può piacere a tutti. Ma questa è una risposta che il loro ego considera profondamente offensiva. Così parte la missione: conquistare l’inconquistabile, convincere l’indifferente, sedurre il disinteressato. Una specie di caccia al tesoro emotiva, con la differenza che il tesoro, una volta trovato, perde immediatamente valore.

Ed è qui che il meccanismo diventa quasi comico. Quando finalmente ottengono l’attenzione tanto desiderata, iniziano a guardarsi intorno alla ricerca del prossimo essere umano da impressionare. Come chi completa un livello del videogioco e pretende subito quello successivo. Più difficile. Più raro. Più complicato. Perché alcune persone non cercano amore. Cercano prove. Prove di essere interessanti, desiderabili, speciali. Il problema è che nessuna prova è mai definitiva.

L’approvazione degli altri funziona come lo zucchero. Dà energia, ma dura poco. E dopo un po’ ne serve ancora. E ancora. E ancora. Finché un giorno qualcuno le ama davvero. Sul serio. Senza giochi, senza inseguimenti, senza competizioni. Ed è lì che spesso arriva il panico. Perché essere desiderati è divertente. Essere amati è impegnativo. Essere desiderati nutre l’ego. Essere amati costringe a mostrare chi si è davvero. E non tutti sono pronti per un’attività così estrema.

Così continuano la loro ricerca, un like alla volta, un complimento alla volta, una conquista alla volta, ignorando un dettaglio fondamentale: la persona dalla quale aspettano disperatamente una conferma non è quella che li ha rifiutati. È quella che incontrano ogni mattina allo specchio e che, nonostante tutti gli applausi raccolti lungo la strada, continua a non essere del tutto convinta.