
C’è chi per la Festa della Mamma posta foto col passeggino, chi riceve lavoretti storti fatti con la pasta secca e chi, invece, continua a collezionare solo silenzi.
A certe donne non è mancato l’amore materno. È mancata la possibilità. Per colpa di incontri con persone eternamente indecise. Egoisti travestiti da “liberi spiriti”, vigliacchi professionisti del “vedremo”, oppure famiglie e circostanze che hanno sempre deciso al posto loro.
E oggi, mentre il mondo si riempie di cuori, mimose fuori stagione e frasi zuccherose, c’è anche chi guarda il vuoto lasciato da una maternità sabotata. Non dalla natura. Dai terzi. Dai rinvii. Dai compromessi. Dalle promesse scadute.
La satira, in fondo, è questa:
viviamo nell’epoca in cui tutti parlano di libertà femminile… ma basta davvero poco per trasformare il desiderio di una vita in un’occasione persa.
E allora auguri anche a loro:
alle mamme mancate,
alle culle rimaste idee,
ai nomi scelti e mai pronunciati,
ai compleanni immaginati,
alle donne che sarebbero state madri magnifiche se qualcuno non avesse avuto paura di crescere.
Auguri a tutte le mamme.
Alle mamme stanche che ogni giorno tengono insieme il mondo.
A chi un figlio lo ha desiderato con tutta sé stessa.
A chi ci sta provando in silenzio.
A chi ha perso un figlio, una gravidanza, una parte di sé.
A chi è stata madre anche solo per un istante e quell’istante se lo porterà dentro per sempre.
A chi non lo sarà mai e ha dovuto imparare a convivere con quel vuoto.
A chi cresce figli non suoi ma li ama come fossero il centro dell’universo.
A chi ha smesso di sperare.
E a chi continua ancora.
Buona Festa della Mamma.
A tutte.
Anche a quelle che nessuno festeggerà.
Perché certe assenze non fanno rumore.
Ma fanno eco per tutta la vita.